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›› Paesi sulla Sulmona-Castel Di Sangro

INTRODACQUA

Il paese, posto a 642 metri sul livello del mare, sorge alle pendici del Monte Genzana e a poco più di 5 km dalla stazione di Sulmona-Introdacqua.
L'origine del nome, la cui prima attestazione si ha a partire dall'anno 983 con Intredaque. Si tratta di un composto "inter de aquas", ovvero "tra le acque", perché l'abitato sorge su un dosso alla confluenza di due valloni.
Di origine medioevale, è immerso completamente nel verde dei boschi e pinete.
Nella parte antica troviamo la chiesa parrocchiale della Ss. Annunziata con campanile romanico del sec. XV, il palazzo rinascimentale della famiglia Trasmondi, edificio gentilizio risalente al XV sec. che prende il nome dagli ultimi feudatari che lo abitarono, resti del castello medioevale con torre quadrata e cinta poligonale del XII sec., Chiesa della Ss. Trinità del sec. XVIII, Chiesa di S. Giovanni Battista del sec. X e Fontana Vecchia del sec. XVIII.
Dal Monte Genzana (2170 m), così denominato per la presenza di genziane azzurre, si gode una panoramica visione della Valle Peligna.
Musica e verde, questo il binomio che oggi domina il paese. Da una parte uno dei complessi bandistici più famosi della regione, dall'altra le montagne facilmente raggiungibili e habitat naturale di specie faunistiche rare.


PETTORANO SUL GIZIO

Il paese (625 s.l.m.) è distante circa 1 km dalla stazione, ed è posto su uno sperone roccioso.
Sorge nella porzione terminale di una lunga e stretta valle, naturale via di collegamento tra la Conca Peligna e l'altopiano delle Cinquemiglia.
Nelle vicinanze la Riserva Naturale del Monte Genzana, da cui sgorgano le acque della sorgente del fiume Gizio che tanta importanza riveste per l'approvvigionamento idrico di tutti i paesi della Vallata Peligna.
Pettorano è un borgo medievale, ampliato e definito nei secoli XVI-XVII, in cui degni di nota sono il Palazzo Ducale, in origine dimora dei Cantelmo, la Chiesa parrocchiale di San Dionisio, ricostruita nel 1718, con all'interno un Crocifisso del sec. XV, la Chiesa di San Rocco, eretta nel XVII sec., la Chiesa di San Giovanni, risalente al XII sec..
Conserva inoltre una torre quadrata, ovvero ciò che resta dell'antico Castello Cantelmo e 2 fontane, una con figure allegoriche in bronzo, un'altra rinascimentale.
Il castello sorge in posizione dominante. Esso era parte del sistema difensivo, all'epoca dei Cantelmo, che controllava gli accessi naturali della Conca Peligna, ma la cui funzione difensiva verrà meno a partire dal XVII secolo.
Abbandonato per decenni e ridotto a rudere, il castello è stato recentemente restaurato.
Da assaggiare il saporito pane di Pettorano, cotto a legna.
Per maggiori informazioni visita www.pettorano.com, il portale di Pettorano.



CANSANO

Il paese, posto a 835 metri d'altezza, è ubicato al margine sud - orientale della Conca Peligna, ai piedi della Maiella.
Trae le sue origini da un antico borgo fortificato che ha caratterizzato, con la sua architettura medioevale, l'assetto urbanistico della cittadina.
Fino al 1904 il centro fu frazione del comune di Campo di Giove.
Degni di visita la Chiesa parrocchiale di S. Rocco, dove troviamo un bel turibolo, di manifattura sulmonese, della fine del quattrocento; la Chiesa di San Nicola, fondata nel XIII sec., che conserva all'interno stucchi di notevole valore artistico.
Da visitare anche i resti del Castello Medioevale.
Nelle vicinanze troviamo la zona archeologica in località Tavuto, area sacra con tre templi (IV sec. a.C - II sec. d.C.).
Per gli appassionati di sci di fondo, ciclismo e trekking ampie opportunità nel bosco di Sant'Antonio, dove si possono visitare gli eremi di Sant'Antonio e San Michele.
Panorama sulla Valle Peligna.


CAMPO DI GIOVE

Sorge ai piedi del versante occidentale della Maiella, a 1064 metri sul livello del mare, al centro di una vasta area ricca di boschi.
Campo di Giove è una località di villeggiatura estiva e invernale. È attrezzata di numerose attrezzature ricreative e sportive, come piscine, campi da tennis e numerosi impianti di risalita per risalire il Guado di Coccia e Tavola Rotonda (quota 2400 m).
Il territorio è ricco di numerose pinete ed estesi boschi di faggio che costituiscono per chi vi capita la prima volta, uno spettacolo indimenticabile.
Il paese si trova all'interno del Parco Nazionale della Majella, ed è attraversato dalla ferrovia dei Parchi che unisce Pescara e Napoli.
Nel suo centro abitato, di origine quattrocentesca, si trovano palazzi di notevole rilevanza artistica, tra i quali numerose case antiche arricchite da delicate bifore finemente lavorate e balconi in pietra.
Da menzionare la Chiesa parrocchiale di S. Eustachio, patrono del paese, che sorgerebbe sui resti di un tempio dedicato a Giove.
All'interno, a tre navate, troviamo un coro in noce intagliato del XVII sec., attribuito al Pecorari, una trecentesca statua in legno della Madonna col Bambino e 4 statue di Santi risalenti ai sec. XVII e XVIII.

La storia di San Eustacchio racconta che i suoi figli furono rapiti da un lupo e da un leone e, solo quindici anni dopo riuscì a ritrovarli grazie ad alcuni pastori, che li avevano salvati ed allevati. Per questo San Eustachio è il protettore dei pastori.
Il santo viene festeggiato il 20 settembre, nel periodo in cui le greggi scendono dai monti e si radunano nelle vicinanze del paese prima di partire per i pascoli invernali.
Ma molte sono le chiese e i palazzi da visitare, dalla più antica Casa Quaranta a Palazzo Nanni, ristrutturato nel '700, sede operativa del Parco Nazionale della Maiella, da Palazzo Ricciardi al Castello dei Gesuiti, a Casone Belprato.
Degne di visita la diroccata Chiesa di San Paolo, fondata nel XIV sec., ma l'aspetto attuale risale al XVIII sec. e la Chiesa di San Rocco, risalente al XVI sec., dove lungo il lato esterno sinistro è inserito un portale ad arco ogivale, forse proveniente da un edificio più antico.
Il resto del paese è di recente costruzione, perlopiù seconde case di turisti.



PALENA

Il paese sorge alle pendici meridionali della Maiella (767 s.l.m.) e dista dalla stazione circa 15 Km.
E' raggiungibile con la SS 84, che durante l'ultimo conflitto mondiale, era la linea del fronte, la cosidetta linea Gustav.
Poco distante dalla stazione c'è il santuario della Madonna dell'Altare costruito nel XIII sec., che il 2 luglio è meta di pellegrinaggi che continuano fino al 12 settembre, con un'affluenza maggiore nella domenica successiva al 15 agosto, in occasione della festa di San Falco.
Nel paese, (circa 1500 abitanti) troviamo il convento di S. Antonio Martire, la settecentesca chiesa del Rosario, dotata di rosone cinquecentesco e al cui interno vi è una Madonna col Bambino in legno del XVI sec. ed un organo settecentesco, la chiesa di San Francesco, il Castello Ducale del XI sec., distrutto dai bombardamenti nell'ultimo conflitto mondiale e ricostruito nel 1950, la chiesa di S. Falco, patrono del paese, al quale è dedicato un busto in argento realizzato nel XIX secolo.
Da non perdere la visita alla grotta del Cavallone, detta anche della "Figlia di Iorio", perché il pittore Paolo Francesco Michetti si ispirò alla grotta per disegnare le scene della tragedia di Gabriele D'Annunzio.


PESCOCOSTANZO

E' un caratteristico paese di montagna, posto a 1395 m di altezza negli Altipiani Maggiori d'Abruzzo, dall'aspetto rinascimentale.
Nel suo centro storico, ricco di forti suggestioni, troviamo la Collegiata, basilica dedicata a S.Maria del Colle, eretta originariamente nel sec. XI, ricostruita successivamente nel 1466 dopo essere stata distrutta da un terremoto 10 anni prima, in seguito ampliata nel 1558, ed arricchita nei due secoli successivi.
Al suo interno, d'impronta romanico-rinascimentale, a 5 navate, vi sono 2 acquasantiere del 1610, un battistero protetto da un cancello in ferro battuto, un organo ligneo intagliato e dorato del 1619, un pulpito in legno della seconda metà del '500, un grande stucco con l'Assunta del 1695, statue in legno delle Ss. Margherita e Apollonia, tre calici dei sec. XIV e XV e tele varie.
Altri monumenti degni di nota sono il Palazzo Cocco Palmeri, della seconda metà del sec.XVII, il Palazzo Grilli (poi De Capite) e Palazzo Mansi, costruiti all'inizio del sec.XVII, Palazzo Ricciardelli (VII-XVIII sec.), il convento con annessa chiesa di Gesù e Maria, costruito nel 1611, in pietra chiara e interni barocchi, Palazzo Sabatini di San Venditto (XVI-XVIII sec.), la casa natale di Ottavio Colecchi (1773-1847), frate dominicano, precettore in Russia dei figli dello Zar, la cinquecentesca chiesa di S.Maria del Suffragio dei Morti, con portale a colonne e soffitto in legno, l'ex Monastero di S. Scolastica, il Palazzo del Governatore in Piazza del Municipio e lo stesso Palazzo comunale.
Vi è un'ampia possibilità di praticare sport invernali, trekking, passeggiate in bici.
E' un centro turistico estivo ed invernale ad alta presenza di turisti, con ampia possibilità di scelta per ciò che concerne alberghi e ristoranti.
Per maggiori informazioni visita www.pesconline.it, il portale di Pescocostanzo.



RIVISONDOLI

Il paese (1320 s.l.m.), adagiato su uno sperone roccioso in una posizione panoramica sull'altopiano delle Cinquemiglia, dista poco più di 1 Km dalla stazione.
Nella parte antica troviamo le chiese di S. Anna, del Suffragio e la chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari, edificata all'inizio del '900 che conserva al suo interno un altare in legno barocco, una croce processionale in argento del 1557 e una statua in legno policromo della Madonna con Bambino.
Al di fuori del centro abitato, a circa due Km di distanza, c'è il Santuario di Santa Maria, denominato anche Santuario della Portella, risalente al XIII secolo.
Rivisondoli, con le strutture sportive invernali di Monte Pratello è una ricercata meta turistica, tanto nel periodo invernale quanto nel periodo estivo.
L'attività turistica ebbe inizio ufficialmente nel 1913, quando il Re Vittorio Emanuele III venne a soggiornarvi in compagnia della moglie e dei Principi di Casa Reale nel primo albergo che era stato costruito nel paese, e che, da allora, in onore del sovrano si chiamò Reale.
Dal 5 gennaio 1951, ogni anno, si svolge a Rivisondoli il Presepe vivente.
Il bambinello viene impersonato dall'ultimo nato del paese, la madonna, viene scelta con una selezione l'8 dicembre, mentre la figura di San Giuseppe viene rappresentata da un cittadino di Rivisondoli.
Per maggiori informazioni visita www.rivisondoliantiqua.it, il portale di Rivisondoli.


ROCCARASO

E' la più importante località turistica del Centro-Sud, posta a 1236 d'altezza, incastonata tra il Parco Nazionale D'Abruzzo e quello della Maiella.
Fu feudo dei Sangro, per poi passare ai Carafa, all'inizio del '500 ai D'Avalos ed infine ai Caracciolo.
Il paese antico fu distrutto al 98% dai tedeschi, e l'unico edificio rimasto in piedi fu la chiesetta di S.Rocco, con stemma di Roccaraso.
Animata d'estate come d'inverno per la presenza di villeggianti e sciatori, dispone di notevolissime attrezzature scistiche e sportive in genere, che si conciliano di un gran patrimonio naturalistico ed una ricca dotazione alberghiera e commerciale.
Tutto ciò rappresenta il biglietto da visita Roccaraso offre ai propri ospiti.
Il suo bacino d'utenza ha dimensioni notevoli e non teme confronti. La clientela potenziale, infatti, proviene da tutte le regioni dell'Italia centrale e meridionale ed in particolare dalle aree metropolitane di Roma e Napoli.



SCONTRONE

Tipico paese d'impianto urbano medioevale, sorge a 1039 m d'altezza arroccato su uno sperone roccioso.
Nelle sue vicinanze, nella frazione Villa Scontrone, vi sono i resti di un eremo di Frà Pietro da Morrone (1235), il futuro Papa Celestino V°.
Vicino all'eremo sgorga una sorgente di acqua sulfurea dalle proprietà terapeutiche.
Nel centro storico, troviamo 21 artistici murales che partendo da Piazza Sangro arrivano fino alla chiesa di Santa Maria dell'Assunta del XIII secolo. Antichissimi reperti paleontologici sono situati in località Lumachelle.


ALFEDENA

Il paese, distante 1 Km dalla stazione, è posto ad una altitudine di 914 sul livelo del mare.
Si affaccia sulle sponde del Rio Torto, ed è uno storico centro che porta il nome dell'antica Aufidena dei Sanniti.
Sulla parte alta, troviamo una torre ottagonale, di cui restano solo sei lati, che faceva parte del castello, un tratto delle mura di cinta in Piazza Umberto e la chiesa parrocchiale di SS Pietro e Paolo (XIII sec.), ristrutturata dopo la distruzione avvenuta nell'ultimo conflitto mondiale, che presenta nella lunetta del portale e all'interno alcuni mosaici.
Infine, da visitare la zona archeologica, comprensiva di ruderi di edifici, mura megalitiche e una necropoli.
La posizione geografica di Alfedena, a pochi chilometri da Roccaraso e da Pescasseroli, la pone in un circuito turistico strategico. Rilevanti le presenze durante l'estate, concentrate nella stragrande maggioranza in seconde case.
Notevole è poi la presenza di campeggiatori nel territorio comunale nel periodo estivo (Rifugio Campitelli, Lago della Montagna Spaccata e Tassete).
Degna di nota l'arte dei selciatori alfedenesi, tant'è che nella villa comunale il selciatore è stato immortalato con un bronzo dallo scultore Sandro Pagliuchi.



MONTENERO VAL COCCHIARA

Posta a 962 metri d'altezza in un'ampia conca in cui pascolano cavalli allo stato brado, Montenero trae probabilmente origine da un antico insediamento di frati benedettini.
Oggi Montenero, con i suoi 300 ettari dell'area del Pantano, ospita uno degli ecosistemi palustri più importanti dell'Italia centrale, con alcune rarità sia dal punto di vista faunistico come la cicogna, l'albanella reale, il falco pescatore, sia dal punto di vista floristico come la presenza di un salice rarissimo in Italia.
Un avvenimento degno di nota è il Rodeo Pentro, manifestazione che si svolge nel "Pantano" la prima domenica d'agosto e che ha per protagonisti i numerosi cavalli che qui vivono allo stato brado e gli abili cavalieri locali.


CASTEL DI SANGRO

Capoluogo dell'alta valle del Sangro, situato a 800 m d'altezza, è una città ricca di edifici storici e apprezzata come località di vacanza.
La sua posizione geografica, durante la 2° guerra mondiale, le causò gravi sciagure.
Infatti l'8 novembre 1943 le truppe tedesche, per rendere più sicuro il fronte sul fiume Sangro, distrussero la città.
Le perdite di vite umane ammontarono a molte centinaia, per le quali la città ha dopo diversi anni ricevuto la medaglia di bronzo al valor militare.
La Castel di Sangro attuale punta sul turismo, potendo offrire un connubio interessante tra ambiente sano, attrattive naturali di notevole interesse ed attrezzature sportive all'avanguardia, come il centro FIT, campi di calcio, il palazzetto dello sport per il basket e la pallavolo, il laghetto per la pesca alla mosca, lo Stadio Comunale dove gioca la squadra di calcio locale che ha militato per un biennio fantastico in serie B, il parco di divertimenti acquatico completo di scivoli, piscina con onde artificiali e di un laghetto per passeggiate in pedalò e per gli amanti del windsurf.
Nel centro è da vedere la basilica di S. Maria Assunta, la chiesa più importante di Castel di Sangro. E' posta sulla parte alta del paese, in posizione tale da essere ben visibile anche da lontano.
L'attuale costruzione fu progettata alla fine del XVII secolo, ma le origini sono ben più remote; si pensa che originariamente fu costruita addirittura nella seconda metà del X secolo.
La facciata, in travertino, opera di Francesco Ferradini, è affiancata da due campanili e da due loggiati: in quello di destra è una Pietà del XIV sec.
All'esterno abbiamo l'orologio ed il portale, circondato da volti scolpiti in pietra e sormontato dallo stemma della città.
All'interno si possono ammirare tele di grande valore, un coro ligneo, un antico leggio ed un gruppo bronzeo del battesimo del Cristo.
Da visitare anche il Palazzo de Petra, detto anche Palazzo del Leone, costruito intorno al XIII secolo.
E' caratterizzato da bifore in pietra scolpita, al di sotto delle quali risaltano diversi bassorilievi, tra i quali l'emblema araldico del leone.
Nel cortile adiacente troviamo la scultura in pietra raffigurante appunto il Leone, simbolo della famiglia.


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