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› Dalla rinascita al Fascismo

Fino agli anni '40 questo secolo fu caratterizzato dalla costruzione di vari monumenti ed opere.
Nel marzo del 1921 ci fu la posa della 1° pietra del monumento ai caduti in Piazza Tresca, che allora si chiamava Piazza Vittorio Emanuele II.
L'opera, tipico monumento dell'Italia vittoriosa, fu realizzata con le donazione di sulmonesi, anche di quelli emigrati all'estero.
L'anno successivo il monumento venne inaugurato, recante i nomi di 179 nomi di caduti sulmonesi. Nel 1924 viene liberata Porta Napoli dalle costruzione che la soffocavano. Il 30.4.1925 viene inaugurato alla presenza di Vittorio Emanuele III il monumento in bronzo dedicato ad Ovidio, in Piazza XX Settembre, costruito da Ettore Ferrari, che già aveva realizzato la statua a Costanza nel 1887. Nel 1933 fu inaugurato il Teatro Comunale, realizzato unicamente con le sottoscrizioni dei patiti della lirica, e l'anno successivo fu costruito il Cinema Pacifico e lo stadio, allora denominato Campo sportivo Littorio. Nel 1942 sarà terminata la scuola elementare a Viale Mazzini.
Dal punto di vista politico, Sulmona ebbe un proprio concittadino, Alessandro Sardi, quale Viceministro ai Lavori Pubblici nel governo Mussolini negli anni '20, che si adoperò per l'istituzione della provincia.
Ma in Abruzzo anche Pescara era in corsa per la provincia, e grazie a Eusebio Fabrizi, allora federale in carica e ad altri notabili, il Sardi fu demolito agli occhi di Mussolini facendogli credere stava organizzando un partito fascista dissidente in Sulmona.
Il Duce, che stimava il suo Viceministro, pur non credendo alla panzana inventata, trovò il modo di allontanarlo nominandolo Presidente dell'istituto nazionale LUCE in Cina.
Pescara, grazie a D'Annunzio e Acerbo, e Rieti, grazie al principe Potenziani, Governatore dell'Urbe, ottennero la provincia, quest'ultima addirittura sottraendo a L'Aquila il comune di Cittaducale ed il suo circondario. Nè va dimenticato che non giovo nè al Sardi nè alla città di Sulmona la sacrosanta rivolta contadina del 1929, con la quale vennero tolti i pesanti dazi applicati su ogni genere di mercanzia trasportata all'interno delle mura.
Non poteva mancare il solito terremoto, quasi di casa in una zona sismica come è il Centro Abruzzo, che si ebbe il 26 settembre 1933.
Quest'ultimo comportò l'adeguamento del Piano regolatore denominato "Aschieri" dal nome del professionista che lo aveva concepito con il quale si intendeva metter mano al centro storico, che si voleva ridisegnare cancellando tutto il "vecchio" e reinventando strade e piazze porticate, con qualche pezzo di antico qua e là a fare un pò di scena.
Nello specifico si prevedeva che il palazzo di Giovanni dalle Palle Veneziano venisse smontato e rimontato di fronte all'Annunziata con l'allungamento di 6 metri della piazzetta antistante il palazzo dell'Annunziata, l'arretramento della chiesa della Trinità di circa 10 metri, il diradamento di Borgo Pacentrano e del Borghetto con lo spostamento della popolazione contadina in periferia, l'allargamento di Corso Ovidio, la liberazione e la sistemazione delle absidi della Rotonda di San Francesco, lo scoprimento delle arcate dell'acquedotto (cosa poi fatta negli anni '60), l'allargamento dei vicoli che fiancheggiano il complesso dell'Annunziata.
Per alcuni, la guerra fermò un probabile scempio.


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