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›› Hanne zappate la stazione

› Sulmona 27 Agosto 1943

Bombardamento aereo Anglo-americano
di Carmine Alberto Angelone

A seguito della caduta del regime di Mussolini, l'Italia fu occupata dalle truppe Hitleriane; il meridione divenne teatro di guerra a seguito dello sbarco delle truppe alleate anglo-americane che cominciarono a risalire la penisola, e pertanto inserita in un quadro strategico-militare ben diversa dalla situazione precedente.
Sulmona era un punto fondamentale del sistema ferroviario italiano come crocevia delle tratte Roma-Sulmona-Pescara, Sulmona-Napoli e Sulmona-Terni.
La città come molte nel meridione, Ortona, Montecassino, si trovava a ridosso del fronte, e di conseguenza soggetta a incursioni aeree perchè occupata dalle truppe tedesche, pertanto era di fondamentale importanza disarticolare questo crocevia ferroviario per la mobilità dei trasporti delle forze italo-tedesche.
Lo scalo ferroviario di Sulmona dava lavoro a circa 800 ferrovieri.
E' doveroso ricordare che a poca distanza c'era lo stabilimento industriale della Società Dinamite Nobel di Pratola Peligna con oltre 3.000 lavoratori che producevano polveri e materiali esplosivi che attraverso lo scalo di Sulmona dovevano raggiungere gli stabilimenti di Orbetello per il caricamento delle munizioni. Sulmona era anche sede di un campo di concentramento dove erano prigionieri circa 3.000 soldati inglesi denominato "Camp 78" in località Fonte D'Amore, alle falde del monte Morrone.
Il primo attacco aereo, compiuto con 69 bombardieri B52, le cosiddette "fortezze volanti", e da 70 Liberator, dagli anglo-americani, causò morte e distruzione nella città di Sulmona.
Ciò avvenne il 27 Agosto 1943.
Uomini, donne,vecchi e bambini dettero il loro contributo di sangue alla causa della libertà e della democrazia futura.
La popolazione civile era già stremata per i tanti figli morti per la Patria sui fronti di Russia, Albania, Grecia, Africa del nord, Africa orientale.
Il comando alleato, come abbiamo detto, ritenne che la stazione di Sulmona ed il relativo nodo ferroviario fosse un obiettivo di primaria importanza per il rifornimento delle truppe tedesche e quindi, un attacco avrebbe indebolito le forze dell'asse e avrebbe contribuito all'avanzata.
Quella mattina era appena arrivato un treno in stazione con oltre 1.000 viaggiatori; il bombardamento li colse di sorpresa mentre scendevano dal treno. Cercarono di trovare un rifugio ma invano.
Alcune bombe centrarono in pieno un convoglio in sosta che trasportava cloro; il fumo che ne fuoriuscì rese la zona irrespirabile e contribuì a creare panico nella gente che già era disorientata e spaventata.
Molti, come primo istinto, pensarono di rifugiarsi nei sottopassaggi ma ben presto, sentendosi in trappola, cercarono di uscire dalla stazione per trovare scampo e corsero verso un vicino boschetto, ma non fu così. A loro ricordo oggi sorge una chiesa dedicata a quella strage: la chiesa della Madonna Pellegrina.
Quel giorno i bombardamenti alla stazione ed alla città provocarono più di 100 morti; furono scaricate 153 tonnellate di bombe da 500 libbre ciascuna ed altre 51 tonnellate sullo stabilimento di Pratola.
Gli aerei tornarono a bombardare il 19/01/1944, il 03/02/1944, il 04/05/1944 ed il 30/05/1944 causando ancora morte per almeno altre 176 persone.
Quei giorni, nonostante le avversità e la disperazione, determinarono in alcuni strati della popolazione sulmonese il riscatto dalla dominazione fascista e dalla occupazione tedesca, tanto da indurre giovani coraggiosi a lottare per la liberazione della patria ed aiutare i soldati inglesi fuggiti dal campo di prigionia di Fonte D'Amore a nascondersi.
Come non ricordare: Angelo e Michele Balassone, Claudio Di Girolamo, Roberto Cicerone, Torinto Sciuba, Mario Scocco, Rocco Santacroce, Giuseppe Bolino e Concezio Angelone rinchiusi a Regina Coeli a Roma condannati a morte e poi commutata, Vincenzo Pistilli, Carlo Autiero, Alberto Pietrorazio, Domenico Silvestri, Amedeo Liberatore, Iride Imperoli Colaprete, Gregorio Ventresca, Mario Di Cesare, Rinaldo Giampietro, Ugo De Grandis, Vincenzo Del Signore, Gino Ranalli, Lorenzo Ramunno, Emanuele e Mario Madrigale, Alfredo Guadagnali, Ercole Pizzoferrato e la presenza eccezionale di Carlo Azeglio Ciampi futuro Presidente della Repubblica Italiana.

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