L'epoca geologica del pliocene era in corso. Si erano già definite le catene montuose
del Morrone, della Maiella, del Sirente e del Genzana che, dall'alto delle loro sommità, sorvegliavano austeramente quello che ai loro piedi era il Lago Peligno.
E' da presumere che le gole di Popoli avessero avuto un livello più elevato dell'attuale, tale da costituire un argine di contenimento naturale, suscettibile di trasformare la Valle Peligna in un lago.
Partendo dunque dall'argine naturale delle gole di Popoli, il lago si estendeva fino all'attuale periferia di Pettorano, per circa 20 Km.; nel mezzo, un' isola, che era l'emersione del Colle di S.Cosimo.
Possiamo approssimativamente calcolare il perimetro del lago intorno agli 80-90 Km. e la sua superficie di circa Kmq. 100.
Se volessimo riprodurre il lago, inonderebbe inevitabilmente Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Vittorito, Corfinio, Popoli; viceversa Prezza, Bugnara, Introdacqua, Pacentro, Roccacasale, Pettorano diventerebbero località rivierasche.
Quando le acque superavano l'argine naturale defluendo al di là di esso, sottoponevano quest'ultimo ad un continuo danneggiamento.
Così, ridotto l'argine ad una diga di poco spessore, ad un certo punto non potè più reggere la spinta delle acque che avevano raggiunto, forse, delle portate enormi dovute ad eccezionali
alluvioni; oppure qualche terremoto diede il colpo finale ad una protezione così inadeguata.
Sta di fatto che il pliocenico Lago Peligno si svuotò attraverso le gole di Popoli.