Durante la seconda guerra mondiale Sulmona subì gravissimi danni vista la sua posizione a ridosso della linea Gustav.
Ma soprattutto la città venne bombardata con particolare violenza perchè era ed è un nodo viario e ferroviario importantissimo.
Il primo attacco aereo fu compiuto con centinaia di bombardieri dagli Anglo-Americani il 27 agosto 1943, un tragico venerdì, alle ore 11.
In quel momento nella stazione si trovavano treni carichi di militari e passeggeri provenienti da Roma e da Pescara.
La stazione venne completamente distrutta, e circa 160 persone morirono, chi tra le rovine della stazione, chi sul piazzale esterno della stessa, ma soprattutto nel pioppeto di proprietà del Marchese Achille Mazara dove credevano di trovare scampo, ma furono falcidiati senza pietà dalle mitragliatrici e dalle schegge.
Oggi in quel luogo è stata eretta la Chiesa della Madonna Pellegrina, a ricordo di tanti innocenti che restarono vittime di una guerra ad essi completamente estranea.
Si salvarono solo quelli che si rifugiarono nei sottopassaggi.
Ancora oggi i più anziani ricordano la scia di sangue, che cadeva dai carri (in dialetto le mambrucche) che portavano morti e feriti, che si estendeva dalla stazione fino all'ospedale dell'Annunziata e da lì fino al cimitero.
Gli stessi ricordano ancora che le acque del fiume che costeggiava il boschetto erano rosse del sangue delle vittime.
Quel bombardamento fu solo il primo e gli attacchi aerei andarono avanti fino al maggio 1944.
Degno di nota è il bombardamento del 30 maggio 1944, quando in città erano presenti il maresciallo Kesserling e alti ufficiali tedeschi per discutere la ritirata. La loro presenza fu scoperta dai partigiani i quali passarono l'informazione agli alleati che si prepararono a bombardare il ristorante Italia dove si erano riuniti gli ufficiali tedeschi.
Come segno di riconoscimento fu indicata la pensilina liberty all'esterno del ristorante Italia, ma gli aviatori alleati si confusero con le tende delle bancarelle in Piazza Garibaldi che venne bombardata e mitragliata.
Fu una strage.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 vi fu l'occupazione della città da parte dei tedeschi, i quali avevano bisogno di rinforzare le loro difese in prossimità delle linea Gustav.
Ebbero così inizio i rastrellamenti degli uomini per scavare trincee, spalare la neve, riparare le strade e quant'altro fosse necessario per la macchina bellica tedesca.
Naturalmente i sulmonesi si davano alla macchia per poter evitare questi faticosi lavori, e nella memoria storica sulmonese è rimasto un'esclamazione, "Vann' acchiappenne" (vanno acchiappando), un vero e proprio grido allarme che veniva lanciato quando le truppe tedesche iniziavano i rastrellamenti, per consentire agli uomini di scappare.
Solo agli inizi di giugno 1944 i tedeschi abbandoneranno Sulmona per ripiegare verso il Nord.
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