In Italia la lingua uffciale dello Stato è l'italiano (che è fondamentalmente il dialetto di Firenze).br /> è stata poi riconosciuta la lingua francese per gli abitanti della Valle d'Aosta (che parlano come lingua materna il franco-provenzale), la lingua tedesca per gli abitanti dell'Alto Adige. Il ladino dolomitico e lo sloveno sono ammessi nelle scuole dei rispettivi territori
I dialetti italiani, come si evince dalla cartina, si dividono in due grandi gruppi:
Tra il primo e il secondo gruppo esistono forti differenze, tanto che possiamo dividerli con un "confine"
abbastanza netto che va all'incirca da La Spezia a Rimini.
I dialetti che sono a nord di questo "confine" contraggono molto i suoni delle parole e hanno quindi delle affinità con le lingue parlate ad occidente (provenzale, spagnolo, francese ecc.).
In questi dialetti, ad esempio, non si pronunciano le consonanti doppie, si perdono molte vocali e consonanti.
Es.: capello ("cavel, cavei")
I dialetti che sono a sud di questo "confine" conservano di più i suoni delle parole; sono conservate le doppie e le altre consonanti e vocali.
Es.: capello ("capille, capiddu")
Il ladino si avvicina sia ai dialetti settentrionali, sia al francese.
Es.: cane ("cian") cavallo ("ciaval")
Il sardo ha invece poche affinità con tutti gli altri ed è l'unico che ha conservato più fedelmente
certi caratteri del latino.
Es.: casa ("domo") tempo ("tempus")
In generale le differenze tra questi gruppi (e tra i diversi dialetti all'interno dei gruppi) sono di vario tipo.
Sono differenze soprattutto di fonologia (il sistema dei suoni che pronunciamo per formare le parole) e di lessico (l'insieme di tutte le parole che sono usate in una lingua): ogni dialetto ha certi suoni che mancano totalmente agli altri e un buon numero di parole che sono del tutto particolari.
Ma anche nella morfologia (la forma delle parole, che è diversa secondo il numero e il genere [nei sostantivi e aggettivi] o secondo la persona, il tempo e il modo [nei verbi]) e nella sintassi (il collegamento delle parole nella frase) sono frequenti le differenze.
Nell'ambito dei dialetti settentrionali va detto che quelli gallo-italici sono così denominati perchè in queste regioni anticamente vi abitarono i Galli.
Si parlano anche nel Canton Ticino (Svizzera) e nel Principato di Monaco. Alcuni nuclei sono presenti in Basilicata, in Sicilia, ed in Sardegna, nelle isole di Sant'Antioco e di San Pietro.
I dialetti veneti sono parlati anche in Istria, nella zona di confine tra Slovenia e Croazia.
Nel sud dell'Istria, nella zona croata si parla una varietà di dialetto veneto che va sotto il nome di dialetto istriano.
Per ciò che concerne i dialetti centro-meridionali, va detto che anche il dialetto parlato nella Corsica appartiene
a questo gruppo.
Altre lingue parlate in Italia:
In Italia sono presenti gruppi di popolazioni che parlano altre otto lingue materne diverse: